DEAR BRIDGET, I WANT YOU

Categorie: Contemporary Romance / Estratto / Penelope Ward / Standalone / Vi Keeland

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Sinossi

Cara Bridget,

Sto scrivendo questa lettera perché senza ombra di dubbio non avrò mai il coraggio di dirtelo in faccia.

Quindi, eccomi qua.

Siamo completamente sbagliati l’uno per l’altra.  Tu sei una mamma single con la testa sulle spalle. Io sono solo il medico inglese senza pensieri, di passaggio in città e che vive temporaneamente nel tuo garage ristrutturato fino a quando non tornerò in Inghilterra.

Ma veniamo al punto… per qualche maledetta ragione, non posso smettere di pensare a te in modi molto inappropriati.

Ti voglio.

L’unico motivo per cui sto ammettendo tutto questo è perché non credo che questa cosa sia a senso unico. Vedo i tuoi occhi quando mi guardi anche tu. E per quanto volgare possa apparire quando scherzo con te riguardo al sesso, la mia attrazione nei tuoi confronti non è uno scherzo.

Allora, qual è lo scopo di questo messaggio? Immagino che sia un promemoria per ricordati che siamo adulti, che il sesso è sano e naturale e che mi puoi trovare proprio oltre la porta appena attraversata la cucina. Più in particolare, è per farti sapere che io sto lasciando la suddetta porta aperta da ora in poi nel caso qualche volta volessi visitarmi nel bel mezzo della notte.

Senza domande.

Pensaci.

Oppure no.

Qualsiasi cosa sceglierai.

È improbabile anche che io faccia scivolare questa lettera sotto la tua porta dopotutto.

–Simon

Sinossi

Cara Bridget,

Sto scrivendo questa lettera perché senza ombra di dubbio non avrò mai il coraggio di dirtelo in faccia.

Quindi, eccomi qua.

Siamo completamente sbagliati l’uno per l’altra.  Tu sei una mamma single con la testa sulle spalle. Io sono solo il medico inglese senza pensieri, di passaggio in città e che vive temporaneamente nel tuo garage ristrutturato fino a quando non tornerò in Inghilterra.

Ma veniamo al punto… per qualche maledetta ragione, non posso smettere di pensare a te in modi molto inappropriati.

Ti voglio.

L’unico motivo per cui sto ammettendo tutto questo è perché non credo che questa cosa sia a senso unico. Vedo i tuoi occhi quando mi guardi anche tu. E per quanto volgare possa apparire quando scherzo con te riguardo al sesso, la mia attrazione nei tuoi confronti non è uno scherzo.

Allora, qual è lo scopo di questo messaggio? Immagino che sia un promemoria per ricordati che siamo adulti, che il sesso è sano e naturale e che mi puoi trovare proprio oltre la porta appena attraversata la cucina. Più in particolare, è per farti sapere che io sto lasciando la suddetta porta aperta da ora in poi nel caso qualche volta volessi visitarmi nel bel mezzo della notte.

Senza domande.

Pensaci.

Oppure no.

Qualsiasi cosa sceglierai.

È improbabile anche che io faccia scivolare questa lettera sotto la tua porta dopotutto.

–Simon

DEAR BRIDGET, I WANT YOU

VI KEELAND, PENELOPE WARD

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Dear Bridget I want you

Ogni volta che pensavo di lasciare la mia stanza, afferravo la foto incorniciata di Ben e la guardavo. La voglia di andare da Simon era così forte; praticamente in un’ora non avevo mai messo giù la foto incorniciata di mio marito defunto. Ero distesa nel mio letto, tenendo in mano la foto di un uomo morto mentre fantasticavo su un altro che era molto vivo e nell’altra stanza. Con la porta aperta e che mi aspettava. C’era una parte nella lettera di Simon che continuavo a leggere e rileggere.

Voglio farti venire. Forte. Voglio che ti perda in me e voglio sentirti gridare il mio nome ancora e ancora mentre scopiamo.

Mentre scopiamo.

Mentre scopiamo.

Ero piuttosto sicura che Ben non avesse mai usato la parola scopare in quel modo. Ma abbiamo mai scopato io e lui? Abbiamo fatto l’amore, certo. La nostra vita sessuale era normale – almeno, credo che fosse normale. Non fraintendetemi, la passione non era più la stessa di quando ci eravamo messi insieme all’inizio. Ma dopo dieci anni, entrambi con un lavoro a tempo pieno e con un bambino da crescere, era normale che il desiderio diminuisse, no?

Mentre scopiamo.

Guardai la foto di mio marito e sospirai. Non abbiamo mai scopato. Neanche all’inizio. E adesso mi sentivo in colpa per quello. Forse avremmo dovuto scopare. Certamente non avevo fatto nulla per indurlo a desiderarmi negli ultimi anni. Era colpa mia se la nostra vita sessuale era diventata noiosa? Adagiai la foto di Ben sul mio cuore e ci posai la mano sopra. Potevo sentire il mio cuore che batteva senza controllo sotto le mie dita.

Chiudendo gli occhi, cercai di far uscire i pensieri su Simon fuori dalla mia mente. Ma senza successo. Visioni del suo corpo duro e scolpito sospeso sopra di me si erano ormai infiltrate nel mio cervello. Perciò, eccomi qua, una madre single di trentatré anni, sdraiata sola nel letto con la foto del marito morto sopra al cuore, mentre immagina di scopare con un altro uomo.

Scopare.

Non fare l’amore.

Ho bisogno di farmi visitare da uno psicologo bravo.

Dopo due ore passate insonni, decisi che l’unico modo per poter dormire un po’ era se avessi tirato fuori tutto quello che provavo. Accendendo la luce, posai delicatamente la foto incorniciata del mio amato Ben sul comodino e poi aprii il cassetto e tirai fuori una penna e un pezzo di carta. Avrei messo per iscritto i miei pensieri per far chiarezza nella mia mente. Non avevo alcuna intenzione di dare la lettera a Simon, perciò non c’era alcun motivo di filtrare ciò che avrei detto.

Caro Simon …

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